Le infrastrutture critiche – ma cos’è? (Parte 1)

Le infrastrutture critiche – ma cos’è? (Parte 1)

by 17. Ottobre 2018

Le infrastrutture critiche sono organizzazioni o istituzioni di grande importanza per la collettività statale. Se subiscono danni o vengono a mancare, potrebbero derivarne difficoltà di approvvigionamento dagli effetti prolungati, notevoli turbamenti della sicurezza pubblica o altre drammatiche conseguenze (fonte: BSI https://www.kritis.bund.de/SubSites/Kritis/DE/Einfuehrung/einfuehrung_node.html): Dopotutto dipendiamo tutti, senza eccezioni, dal fatto che la corrente venga fuori dalla presa, l’acqua potabile scorra dal rubinetto e le strutture informatiche e la rete dei trasporti funzionino. In una parola: si tratta delle arterie vitali della nostra società (fonte: Schutz Kritischer Infrastrukturen – Risiko- und Krisenmanagement; aggiornamento: maggio 2011).

Sempre disponibile – sistema di difesa per le infrastrutture critiche

Le strutture critiche di questo tipo sono peraltro esposte a molteplici pericoli: condizioni climatiche estreme, errori umani o guasti tecnici. Se le infrastrutture critiche vengono a mancare in parte o del tutto, possono conseguirne gravi danni per lo Stato, l’economia e vaste fasce della popolazione (fonte: Schutz Kritischer Infrastrukturen – Risiko- und Krisenmanagement; aggiornamento: maggio 2011). La disponibilità, la sicurezza e la protezione dei sistemi informatici svolgono un ruolo di estrema importanza soprattutto nell’ambito delle infrastrutture critiche che richiedono protezione.

Per illustrare questa importanza diamo una breve occhiata all’organismo umano. Anche qui esiste l’importanza elementare di conoscere i nemici del corpo: batteri, virus, particelle di sporcizia, sostanze nocive e veleni ci sono stati presentati tra l’altro dalla serie francese a disegni animati ‘Siamo fatti così’.

infrastrutture critiche verso la digitalizzazione globale

In questo formato adatto ai bambini ci veniva mostrato come tutto abbia il suo momento e sia soggetto a rinnovamenti e cambiamenti. Ed esattamente come il nostro corpo, con il suo funzionamento affascinante, si evolve e si ricrea continuamente con un determinato ciclo per poter partecipare attivamente alla vita, anche le infrastrutture critiche sono attualmente incamminate verso l’era digitale. Anche loro devono restare concorrenziali e sfruttare al massimo le potenzialità economiche che si presentano.
I sistemi e gli impianti vengono collegati sempre di più al mondo esterno al fine di gestire e sorvegliare i processi. Questa agile connettività delle reti ha i suoi vantaggi. I costi vengono abbattuti, l’efficienza aziendale cresce, viene tutelata la salute dei lavoratori ed è possibile stabilire l’interoperabilità tra i sistemi esistenti e quelli nuovi.

Resilienza: una grande forza dall’interno

Torniamo brevemente all’organismo umano: esso dispone anche di complessi meccanismi di protezione che gli consentono di difendersi dagli agenti patogeni. Una prima barriera protettiva è formata dalla pelle e dalle mucose. Se agenti patogeni quali batteri o virus riescono a superare questo muro protettivo, si attivano diverse cellule del sistema immunitario.

Ma com’è in comparazione la resilienza dei sistemi infrastrutturali critici? Esistono le basi per una protezione? Secondo il presidente di Bitkom Achim Berg, la Germania e l’Europa hanno bisogno di competenze proprie in campi quali la sicurezza informatica, l’intelligenza artificiale, la blockchain o la stampa tridimensionale. Dobbiamo mantenere la nostra sovranità digitale. Ma la sovranità digitale non comporta solo un impiego sovrano delle nuove tecnologie. Significa anche che dobbiamo integrarle in sistemi di portata più vasta, proteggerle ed essere in grado di svilupparle e realizzarle in proprio: https://www.bitkom.org/Presse/Presseinformation/Bitkom-Praesident-Achim-Berg-zur-Hightech-Strategie-2025.html).

Leggete la continuazione di questo articolo venerdì prossimo!

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